"La menzogna svelata del bilinguismo altoatesino" su Il Tascabile

Un pezzo che racconta "Lingue Matrigne" di Gabriele Di Luca, pubblicato in maggio su "Il Tascabile".

"La menzogna svelata del bilinguismo altoatesino" su Il Tascabile
Nicole Yi Messier - Ancient Futures

Di Lingue Matrigne - l'ibrido narrativo di Gabriele Di Luca sul mito del bilingusmo altoatesino - ho già avuto occasione di parlare qualche settimana fa, quando l'ho presentato alla Nuova Libreria Cappelli di Bolzano.

Torno a parlarne perché, ormai un paio di mesi fa, Il Tascabile ha pubblicato una mia riflessione proprio su temi aperti dal libro di Gabriele.

Un libro importante non solo perché, come ho già avuto modo di scrivere, ha dato voce a qualcosa che molte persone pensavano ma anche perché attraverso le sue pagine scorre lo spirito del tempo.

In Lingue Matrigne, infatti, non vengono solo anticipati molti dei temi che hanno accompagnato le cronache locali degli ultimi 12 mesi. Ma questi temi vengono anche articolati in un senso molto chiaro, diretto e sfidante.

Per Gabriele - lo chiamo per nome perché siamo amici, avevo dimenticato di dirlo - il bilinguismo è un mito istituzionale, la cui funzione è quella di sorreggere la menzogna di una convivenza - quella tra i gruppi etnici della provincia autonoma di Bolzano - che non si è mai davvero compiuta o risolta.

Una mancanza di equilibrio che diventa evidente in molte della tensioni a cui la realtà e le sue dinamiche danno vita oggi, nel mondo sempre più globalizzato in cui gli abitanti dell'Alto Adige/Südtirol vivono senza più potersi cullare nell'illusione di non farne parte.

Nel pezzo che ho scritto provo a legare insieme i temi del libro e anche a fare qualcosa che Gabriele ha scelto di non fare: ipotizzo una pars construens.

Nulla di particolarmente dirompente, sia chiaro. Ma pensare che il luogo in cui vivo possa essere diverso dal suo ideale eterno è un gesto intellettuale adeguato al periodo di turbolenze e cambiamenti radicali in cui viviamo.

Non pensi anche tu lo stesso?

Quando sono cresciuto, a cavallo tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta, ho percepito il bilinguismo in due modi: da una parte lo strumento imprescindibile di sopravvivenza e avanzamento sociale di cui parla anche Di Luca; dall’altra la forma di correttezza politica che il parlare tedesco implicava per chi, come me, compiva il doppio tradimento di crescere altoatesino di madrelingua italiana, progressista e antifascista. Tradimento nei confronti dell’altro, che dal fascismo era stato sottomesso, e del simile, che del fascismo faceva il simbolo di una resistenza di paccottiglia.
La menzogna svelata del bilinguismo altoatesino
A partire dal libro Lingue matrigne di Gabriele Di Luca, una riflessione sulle crepe di un sistema che promette convivenza e produce separazione.

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PS. Tre anni fa ho pubblicato un romanzo che tocca di traverso alcuni dei temi che toccano sia Lingue Matrigne che il pezzo su Il Tascabile. Ti lascio il link alla scheda del libro: ⤵️

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