Pulviscolo #6
Il futuro dell'Europa si decide attraverso i racconti. La mutazione operativa del linguaggio. Ancora content sui Fugazi.
L'ho lanciata a inizio anno, questo vuol dire che sono passati sei mesi. E sei mesi è un buon lasso di tempo per iniziare a fare un primo bilancio.
Parto dicendo che avevo pensato Pulviscolo come a un modo per prendere fiato tra un post e l'altro, aiutandomi a rispettare la cadenza di pubblicazione che ho scelto: non è andata così.
Curare link è più difficile di quanto pensassi. Molto più difficile che scrivere un post. Quindi, alla fine della fiera, è andata a finire che questa rubrica è diventata il principale "ostacolo" di questo progetto editoriale.
Nutrirla passando in rassegna le letture tra un numero e l'altro non basta, perché facendolo mi sono accorto che leggo quasi sempre le stesse fonti, degli stessi argomenti e nei medesimi posti.
E non basta neppure passare in rassegna i vasti archivi di cose salvate e lette in passato, perché il tempo ha fatto il suo corso e molte hanno perso il valore che avevano rappresentato.
Dunque, leninianamente, che fare?
Ancora non lo so bene o di preciso. So che Pulviscolo resterà almeno fino alla fine dell'anno, ma probabilmente evolverà in qualcosa di più libero lasciandosi alle spalle certe rigidità.
Dentro la testa mi girano formule come jam session, freeform, freestyle. Se siano adeguate non lo so, ma se ti interessa scoprirlo insieme resta connesso oppure scrivimi e raccontami in che modo Pulviscolo potrebbe darti di più.
Alla prossima!

Europe 2031: una novella che ipotizza il futuro.
Qualche giorno fa ho letto Europe 2031, una novella scritta da un piccolo gruppo di ricercatori, think tankers e investitori che lavorano dove s'intersecano l'intelligenza artificiale di frontiera e le politiche europee. La descriverei come un grido d'allarme sul ritardo con cui le istituzioni comunitarie si stanno muovendo in questo settore. Se riesci a chiudere un occhio sulla qualità letteraria - che è scarsa, metto le mani avanti - confrontarsi con la visione del futuro che propone. Ancora più interessante è farlo leggendo anche qualcosa a proposito di EuroStack, l'iniziativa per la sovranità digitale europea, a cui Europe 2031 fa un dissing piuttosto esplicito. Su un piano più meta, è curioso vedere come una questione politica e industriale si giochi oggi anche sul piano delle narrazioni. Per questo qui sotto ti lascio un paper sulla cosiddetta useful fiction, ovvero il genere letterario che nasce come commistione di fiction e non fiction e ha come obiettivo quello di educare attraverso l'uso integrato di tecniche narrative e analisi di ricerca per creare scenari plausibili per il futuro sviluppo di eventi di vario genere. Un po' quello che ho provato a fare io nei miei esperimenti di worldbuilding.
Fugazi?! Ancora!!!
Lo so. Lo so. Sono monotematico. Un fissato. Ma come posso non segnalare questa intervista a un Brendan Caty cinquantenne pacioso che ti racconta cos'ha significato - e ancora significa - far parte di una delle band più importanti del rock alternativo di sempre?
Il linguaggio è cambiato
Il Drop numero #50 di Reincantamento - ciao Alessandro! - è un estratto da Hackerare il Linguaggio di Martina Maccianti, pubblicato dai boys di krisis publishing. Parla di come le tecnologie digitali hanno trasformato il linguaggio in una funzione operativa, facendogli perdere la sua capacità di veicolare senso. Se le permesse sono queste il libro dovrebbe essere una 💣.

ps. i regaz di krisis hanno una newsletter. Si chiama Troublers, studia le politiche della rappresentazione e sa fare alla grande quello che non so fare io: curare gli stramaledetti linkx.

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