Pulviscolo #7-8
Quando è nata la mia passione per le riviste. Il nuovo libro che sto scrivendo. L'IA sta dando voce ai pensieri dell'umanità.
Un ricordo estivo a cui torno spesso è la prima rivista di videogiochi che ho sfogliato.
Si chiamava Game Power e se Prismo fosse ancora on line potrei linkarti il pezzo che Costanzo Raiser aveva scritto per raccontare gli albori dell'editoria videoludica italiana.
Purtroppo Prismo non esiste più; quindi ti devi fidare di me quando ti dico che Game Power fu una testata capace di cambiare il gioco, presentandosi come alternativa gonzo alla più compassata The Game Machine.
Le riconosco un'influenza enorme sullo scrittore che sono diventato. Per questo devo ringraziare mio nonno, che me la comprò durante una vacanza al mare dalle parti di Jesolo.
Era giugno. E quei fogli di carta coloratissimi, zeppi di battute e riferimenti culturali alti e bassi tutti da decifrare, mi piacquero così tanto che il mese dopo chiesi e ottenni di avere un altro numero.
E quando l'ho avuto tra le mani ho scoperto la consuetudine editoriale di numerare 7-8 l'uscita di luglio di un mensile cartaceo. Perché - è abbastanza ovvio - ad agosto la gente va in ferie ma la numerazione non può saltare, sia mai che la gente perda il conto e vada in confusione.
Ho ripescato questo aneddoto per dirti una cosa a cui probabilmente sei già arrivato: il blog va in ferie.
Per tutto il mese di agosto non uscirà nessun post. La pausa servirà a ricaricare le mie batterie e a farti venire voglia di tornare a leggermi quando riprenderò a pubblicare.
Se nel frattempo hai voglia di scrivermi, fallo. Leggo le mail e i commenti. Se posso, rispondo.

Ehi, sto scrivendo un libro nuovo!
E volevo dirlo a te prima che agli altri. L'ho iniziato qualche settimana fa, ma conto di fare il grosso del lavoro in autunno. Ah, ha già qualcuno che lo pubblica: uscirà per D Editore e sono davvero contento di collaborare con Emmanuele, perché è stato subito entusiasta dell'idea. Quale idea dici? Ah, giusto, non ti ho ancora detto che il libro parla di come la logica industriale digitale sta cambiando il modo in cui gli stati si fanno la guerra. La data di uscita ancora non c'è - devo prima finirlo - ma non preoccuparti, ti terrò aggiornato.

Imola, la città dei matti.
Questa primavera ho lavorato per HIBOU, una cooperativa di Imola che si occupa di soluzioni tecnologiche per la conservazione del patrimonio culturale. Il mio compito? Rendere accessibili tre testimonianze raccolte nel corso del lavoro per lo spazio museale LIMI, Laboratorio imolese sulla memoria delle istituzioni manicomiali. Un lavoro importante, perché per quasi un secolo i manicomi sono stati per Imola quelle che la FIAT è stata per Torino: l'attività economica attorno alla quale girava tutta l'economia della città. È nata una miniserie pensata per YouTube, di cui ti lascio qui la playlist. Mi farebbe piacere se tu la guardassi, perché quella dei manicomi (e della loro chiusura) è una memoria che ci riguarda tutte e tutti ed è importante tenerla viva. Se decidi di farlo ti chiedo una cortesia: guarda la playlist per intero (dura circa 30'). Oppure guarda un video alla volta, ma se lo fai guardalo fino alla fine. Sono cose che piacciono all'algoritmo.
Queste sono le cose che mi piace fare per lavoro. Se hai bisogno di qualcuno che diriga un progetto di comunicazione, scrivimi.
L'intelligenza artificiale è la voce di nostri pensieri.
Venkatesh Rao è il tipo di professionista a cui cerco di assomigliare. Di base è un consulente, ma allo stesso tempo scrive e fa ricerca. Qualche settimana fa, sulla sua newsletter - si chiama Contrapoints - ha pubblicato un pezzo intitolato Strange Knowledgability. Parla della nascita del concetto di enciclopedicità e di come stia cambiando con l'avvento degli LLM. Verso la fine del testo c'è un passaggio che ho trovato verissimo e dice così: Back in the day, the most common compliment I got was something like “you put words to what I was thinking.” Now that function is well served by LLMs.

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