Il mio esordio sulle pagine di Franz Magazine è un post bizzarro. Parla di scrittura, in rete e dentro ci sono l'Uomo Ragno, Angry Birds e dei terroristi iracheni. Che cosa ci azzecchino queste tre cose con la scrittura in rete (spoiler: nulla) sta a voi scoprirlo.

Un bel post metalinguistico, quindi, di quelli che, ne sono sicuro, quando il direttore Fabio Gobbato ne legge il titolo come minimo salta sulla sedia e comincia a maledire tutti i santi del calendario come farebbe James Jonah Jameson se Peter Parker gli portasse un servizio fotografico in cui l’Uomo Ragno salva una cucciolata di teneri animaletti assortiti – gattini, cagnolini e uccellini a la Angry Birds – regalata da una carampana capitalista (che nella mia mente ha le fattezze di Cece Van der Woodsen, la nonna intrallazzona e stronzissma in Gossip Girl) all’orfanotrofio del Bronx che sta per venire fatto saltare in aria da uno spietato gruppo di sabotatori/terroristi (nazisti, musi gialli, comunisti, cubani, pakistani, iracheni a seconda che preferiate l’Uomo Ragno vintage o una più attuale versione postmoderna). Il tutto naturalmente cantando Star Spangled Banner.
Prospettive semiserie di analisi metatestuale sulla scrittura in Rete
Chi mi conosce sa che sono estremamente riflessivo e solo in rare occasioni agisco d’impulso assecondando l’istinto. Questa non è una di quelle occasioni. Ho i
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