Il vento che tira da nord fa crepitare le foglie secche sull'asfalto. Il cielo è un pozzo profondissimo, sul cui fondo brillano milioni di stelle. Senza distorsione alcuna, la loro luce attraversa le distanze siderali. Arriva limpidissima, dritta nella tua retina.

Per strada non c'è nessuno.

Sono le due del mattino, viale Druso è un fiume in secca che corre dal cuore della città al suo margine più estremo, sfrangiandosi nella campagna. Il silenzio sommerge ogni cosa. Potresti quasi dire di sentire il ticchettio dei semafori che lampeggiano.

Tic. Acceso. Tac. Spento.

L'alternarsi di quelle luci ritma i tuoi passi come, di giorno, regola il flusso del traffico che affolla la carreggiata.

Il freddo non si cura dei tuoi jeans. Buca la tela, punge le gambe. Contrasta col calore che si spande in cerchi dalle cosce. L'energia che produci si dissipa a contatto con l'esterno.

Minuscolo, insignificante di fronte alla vastità dell'universo. Così sei in questa notte d'inverno; come una fiammella che s'accende per un istante, subito sopraffatta dal respiro indifferente dell'universo.