Continua la riflessione su Storify, montaggio e narrazione. Questa volta sono ospite su Giap, con un post che parte dal New Italian Epic e arriva fino a Snowfall

Narrazioni digitali non identificate (L'archivo e l'istante) (il titolo, bellissimo è di Wu Ming 1) è un nuovo tentativo di riflessione sul rapporto tra Storify, montaggio e storytelling digitale che ho scritto su Giap in veste di guest blogger.

La riflessione nasce da una discussione tra Wu Ming 1 e il sottoscritto, in occasione dell'esecuzione di Emilio Comici Blues a La Val, in Val Badia, durante il Dolomiti Unesco Lab Fest.

Questo percorso che tiene insieme gli Oggetti Narrativi Non Identificati, la crescita del web 2.0 e le nuove narrazioni digitali nasce come approfondimento di quelle parole e continuazione di un mio personale percorso di riflessione e utilizzo della piattaforma di curation.

Per chi fa della pratica e della teoria dell’archivio una questione di politica della narrazione, un modo per ragionare sulle forme di accesso e intervento sulla nostra esperienza del mondo, il web contemporaneo offre uno straordinario e problematico oggetto d’analisi e di sperimentazione. Potenzialmente qualsiasi grano o frammento d’informazione prodotto in rete può diventare parte di un racconto, connettersi e risuonare con altri elementi, ampliando in questo modo i propri significati. Tuttavia questa appare più come una potenzialità inspressa e un plesso problematico che non come una reale opportunità a disposizione del narratore interessato a capitalizzare l’archivio nel proprio lavoro.

Narrazioni digitali non identificate (L’archivio e l’istante)
di Flavio Pintarelli (guest blogger) Quando si cominciò a discutere di Oggetti Narrativi Non Identificati (UNO), nel 2008, in seguito alla pubblicazione del «memorandum sul New Italian Epic», il focus fu immediatamente rivolto verso la letteratura. Gomorra, Asce di Guerra, Sappiano le mie parole di …
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