"Giù in metrò di Luca Gricinella" su Il Tascabile
"Giù in metrò di Luca Gricinella" è un saggio su quanto la metropolitana sia importante per il nostro immaginario. L'ho recensito su Il Tascabile.
Riesci a recuperare il primo ricordo che hai della metropolitana?
Il mio è ambientato in quella di Parigi. Ci sono stato insieme ai miei genitori, non credo di aver avuto più di otto o nove anni. Sono abbastanza certo che siamo partiti dal primo appartamento in cui ho vissuto con loro, e ci ho vissuto fino alla fine della terza elementare.
È stata una vacanza di prime volte. Prima volta sul TGV, prima volta nel vagone ristorante e, ovviamente, prima volta nella metropolitana.
Ne ricordo soprattutto la confusione. Un fiume di arti dentro ai quali mi sembrava d'annegare. Una corrente a cui cercavo di sfuggire stringendo forte le mani dei miei genitori, da cui emanava come un senso d'allerta, di cui l'imperativo a restare vicino che ripetevano continuamente era solo il sintomo più percepibile.
La sensazione che mi lasciò quell'esperienza era un misto di paura dell'ignoto ed eccitazione per la novità, per l'inaspettato.
Da allora non l'ho mai più dimenticata ed è stato bello ritrovarla tra le pagine di un libro, Giù in metrò del giornalista Luca Gricinella. L'ho recensito per Il Tascabile, e nella recensione ci sono altri ricordi simili legati a quest'oggetto così centrale nel nostro immaginario.
Leggila, se ti va. Se hai tempo, invece, scrivi un commento e raccontami un tuo ricordo legato alla metropolitana, mi farà piacere.
La cosa più simile a cui potevo ricondurre quei viaggi senza meta era l’esperienza di una partita a Super Mario. I momenti in cui, ignaro di quel che potrebbe accadere, posizioni la figurina dell’idraulico sopra uno dei tanti tubi di cui sono costellati i livelli del gioco e pigi il tasto inferiore della croce direzionale per farla accucciare. Il tubo potrebbe essere un passaggio che conduce a un’area segreta del mondo di gioco, carica di tesori. Oppure a una scorciatoia, che può farti avanzare rapidamente verso il livello finale. Oppure, più spesso, essere bloccato e non portare da nessuna parte. La metro, che ‒ curiosa coincidenza ‒, si può chiamare anche tube (tubo), funzionava per me allo stesso modo.

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