Sono molte le peculiarità che rendono il solarpunk un artefatto culturale complesso e sfaccettato, che riflette bene le caratteristiche della nostra epoca. genere letterario, estetica, sottocultura digitale e movimento politici allo stesso tempo, il solarpunk è uno dei prodotti più vitali del web e delle sue community.

Su Domus ho scritto una ricognizione del fenomeno che lo affronta da tutti i possibili punti di ingresso, provando a mettere in prospettiva tutte le sue peculiarità.

Fedele al suo spirito “punk”, il solarpunk ha come compito quello di opporsi al dominio politico del vecchio, ma con la consapevolezza di doverci convivere. Perciò, dal momento che architettura e infrastrutture sono due elementi chiave dell’estetica solarpunk, mirare alla convivenza tra generazioni significa progettarle affinché siano sostenibili nel lungo periodo e abbastanza flessibili da saper servire i bisogni di persone con esigenze molto diverse tra loro. Farlo comporterà anche la necessità di riorganizzare di conseguenza le forme del vivere in comune, armonizzandole tanto al mutare del contesto climatico, quanto alla nuova organizzazione urbana che sarà necessaria per far loro fronte. L’attenzione sarà perciò posta sulla dimensione di mutuo scambio economico, su pratiche politiche generative e procedurali, su logiche di convivenza modulari, leggere, open source.
Le architetture utopiche del solarpunk
Movimento capace di produrre soluzioni alle sfide che definiscono la nostra epoca, il solarpunk pensa e progetta un mondo in cui prosperità, pace e bellezza siano un obbiettivo realizzabile.
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