Sono nato a Bolzano nel 1983 e quando andavo alle elementari di me dicevano che ero un intellettuale. Forse perché, invece che il pallone, il mio giocattolo preferito era la vecchia Lettera 32 di mio nonno e inventare storie il gioco più bello.

Da allora non ho mai smesso di giocare, trasformando nel mio mestiere la passione nel raccontare storie che ho fin da bambino. Oggi infatti lavoro come scrittore e content marketing manager, anche grazie agli studi in comunicazione e semiotica che ho svolto per diversi anni tra Napoli e Siena.

Ecco perché se mi cerchi sui social di solito di me dico che sono Semiologo dilettante, spettatore ostinato, saggista crossmediale, teorico poststrutturalista, perché queste quattro esperessioni raccontano bene lo spirito con cui faccio ciò che faccio.

La semiotica mi ha insegnato a guardare alle cose con l'occhio critico di chi cerca sempre di capire come funzionano le cose.

L'ostinazione al guardare è un omaggio a Serge Daney. Ricorda il mio amore per tutto ciò che è immagine e per la visione come atto di conoscenza del mondo.

Saggista crossmediale è la postura che assumo in rete. Qui amo sperimentare nuovi modi per raccontare il mondo e il tempo che viviamo.

Teorico, infine, è il modo per confessare il mio amore per un certo pensiero critico e radicale che ho scelto come bussola per navigare la contemporaneità.

Oggi vivo e lavoro a Bolzano, la città in cui ho scelto di costruire una famiglia.