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# "Una mostra sulla speranza nel domani al Museion di Bolzano" su Esquire
- URL: https://flaviopintarelli.it/2023/12/12/una-mostra-sulla-speranza-nel-domani-al-museion-di-bolzano-su-esquire/
- Published: 2023-12-12T14:28:05.000Z
- Updated: 2023-12-13T12:54:02.000Z
- Description: Ho visitato Hope, la mostra in corso a Museion, e ne ho scritto per Esquire Italia.
- Author: Flavio Pintarelli
- Tags: Collaborazioni, Esquire

*Hope*, si intitola così la mostra inaugurata a Museion alla fine di settembre e che resterà aperta fino al prossimo 25 febbraio. L'operazione curata da Bart Van der Heide, Leonie Radine e DeForrest Brown Junior non potrebbe avere dichiarazione d'intenti più esplicita rispetto ai suoi intenti: mostrare come l'arte sia in grado di ricostruire un senso di speranza di fronte all'incertezza in cui siamo immersi.

Per farlo, *Hope* espone una serie di opere che, dalla vaporwave all'afrofuturismo, dallo steampunk alla science fiction, attingono in modo evidente a immaginari ed estetiche tratte dalla cultura pop.

È interessante notare, come ha fatto lo scrittore Claudio Kulesko commentando il lancio dell'articolo su Facebook, che un'operazione del genere corra il rischio di appartenere "già al passato - dopo essere stata neppure l'altro ieri, tra l'altro".

Non ha torto Claudio. Annotavo nei miei appunti, visitando la mostra, che "quando il discorso dell'arte contemporanea si confronta col futuro a essere recuperati sono estetiche e immaginari nate, elaborate e fruite fuori dai suoi circuiti." 

Un gesto che a quel discorso e alle sue istituzioni pone una questione centrale rispetto a quale è il ruolo che esse vogliano giocare nella costruzione del futuro: un ruolo attivo, propulsivo, o un ruolo passivo, archivistico?

Non è una domanda semplice a cui rispondere e, forse, non è una domanda che può avere una risposta secca. Può aiutare a trovare una risposta recuperare ancora una volta il concetto di semiosfera per come è stato elaborato da Lotman.

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Pensando il mondo della cultura in base a quell'idea, per cui esiste una periferia dove vengono tradotti ed elaborati concetti altri che, progressivamente, si muovono verso un centro burocratizzato e gramamticalizzato, è evidente che un'istituzione come Museion si collochi in prossimità del centro della sua semiosfera di riferimento.

Quello che recepisce, dunque, è effetivamente qualcosa di già passato, di già accaduto. Ciò non toglie che il ruolo di un'istituzione di questo genere sia anche quello di mediare certi concetti, estetiche e immaginari per un pubblico che non ha né i mezzi né un accesso alla periferia della semiosfera.

Vuoi o non vuoi, questa mediazione non è solo un gesto importante. È anche la certificazione che concetti, estetiche e immaginari nati nel brodo di coltura delle sottoculture non hanno ancora esaurito la loro forzae, soprattutto, sono ancora disponibili a un'ulteriore elaborazione.

Un'elaborazione che avviene con gli strumenti della cultura "alta" e permette loro di entrare in relazione con discorsi ulteriori rispetto a quelli che esprimevano al momento della loro elaborazione.

Come mostra con efficacia Valentina Tanni in [*Memestetica*](https://www.neroeditions.com/product/memestetica-2/?ref=flaviopintarelli.it), viviamo in un'epoca in cui le tecniche artistiche d'avanguardia sono patrimonio dell'intelletto comune e possono essere praticate con facilità da chiunque grazie alla democratizzazione degli strumenti d'espressione resa possibile dalle tecnologie digitali.

A questo cambiamento, il museo reagisce dunque facendosi, come accade in *Hope*, collettore e mediatore di concetti, estetiche e immaginari che, tra le sue mura, diventano disponibile per un rilancio e un'elaborazione che li apre a nuove connessioni, a nuove relazioni e, in ultima istanza, a nuove dimensioni produttive. 

> La mostra è caratterizzata infatti da un susseguirsi di soglie e limiti attraverso i quali il visitatore scivola, abbandonando progressivamente la realtà che lo circonda per immergersi nella dimensione altra, aliena, dei mondi futuristici che *Hope* costruisce per lui.

[Una mostra sulla speranza nel domani al Museion di BolzanoL’ultimo capitolo del progetto Techno Humanities è dedicato all’arte come costruzione di mondi, per fondare una nuova speranza nel futuro che ci attende. Ecco Hope, in corso fino al 25 febbraio 2024.![](https://www.esquire.com/_assets/design-tokens/esquire/static/images/apple-touch-icon.1801cd0.png)Esquire![](https://hips.hearstapps.com/hmg-prod/images/13-nepenthe-summerpalaceruins-derbyquad-4k-07-656ddc4cd1e6d.jpg?crop=1.00xw:0.893xh;0,0.0812xh&resize=1200:*)](https://www.esquire.com/it/cultura/arte-design/a46026248/museion-bolzano-mostra-hope/?ref=flaviopintarelli.it)

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