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# "Per un pensiero che attraversi il disastro" su Singola
- URL: https://flaviopintarelli.it/2021/10/26/per-un-pensiero-che-attraversi-il-disastro-su-singola/
- Published: 2021-10-26T19:00:04.000Z
- Updated: 2021-10-26T19:00:04.000Z
- Description: Recensione del libro "Chernobyl Herbarium. La vita dopo il disastro nucleare", pubblicata sulla rivista Singola.
- Author: Flavio Pintarelli
- Tags: Collaborazioni, Singola

*Chernobyl Herbarium. La vita dopo il disastro nucleare* è uno strano oggetto. Nelle sue pagine un filosofo, Michael Marder, e un'artista, Anaïs Tondeur, dialogano tra loro con parole e immagini intorno a un tema: come si sopravvive a un disastro di proprozioni inimmaginabili? 

Al centro del loro conversare c'è quello che può essere definito come il disastro distintivo della contemporaneità: l'esplosione nucleare di Chernobyl. 

Nasce così una riflessione che pone al lettore una domanda: quali sono le caratteristiche di un pensiero che attraversi il disastro? 

A questa domanda, prendendo in mano di fili di cui il libro è composto, ho provato a dare una risposta nella recensione pubblicata dai tipi di Singola.

> La scrittura congiunta di Tondeur e Mader - allo stesso tempo scrittura del visibile (le immagini) e dell’invisibile (il testo) - convoca dunque le piante, l'elemento vegetale che ci circonda, come un interlocutore che si (im)pone sullo stesso piano dell’uomo nel rivendicare i suoi diritti di fronte al disastro. Dice infatti Mader che “a posteriori, si scopre che io, come gli animali e altri esseri umani, come le piante e il suolo, ho ricevuto enormi quantità di radiazioni, io come tutti in maniera egualmente inconsapevole. Ero, come tanti ad Anapa e, più a nord-ovest, a Kiev e Minsk, una sorta di pianta o, per ricorrere a una metafora animalesca, una preda facile. A cosa è servita la nostra esposizione? Ha preparato il terreno a una solidarietà trans-umana? Il suo denominatore comune era la fisicità stessa, il semplice fatto di avere un’estensione fisica, aperta a tutto, incluse le radiazioni. Quest’apertura esprimeva la nostra vulnerabilità insondabile, la nostra capacità di difenderci da una minaccia sconosciuta e impercettibile ai sensi. Siamo ineluttabilmente impotenti e passivi di fronte alla radioattività”.

[Per un pensiero che attraversi il disastro. Recensione a Chernobyl Herbarium. - Singola | Storie di scenari e orizzontiScritto dal filosofo Michael Marder, <i>Chernobyl herbarium. La vita dopo il disastro nucleare</i> è una raccolta di frammenti che, in dialogo con le immagini create dell’artista Anaïs Tondeur con la tecnica del fotogramma, riflette sul rapporto tra uomo e natura alla luce del disastro nucleare.![](https://www.singola.net/images/favicon/android-icon-192x192.png)singola![](https://www.singola.net/images/article/251/251-f13-comandra-umbellata-santalaceae-anaistondeur-chernobyl-herbarium-ongoing-1.jpg)](https://www.singola.net/pensiero/recensione-chernobyl-herbarium-per-un-pensiero?ref=flaviopintarelli.it)

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