In occasione dell'uscita del suo ultimo romanzo, ho intervistato Lorenzo Iervolino a proposito di narrativa sportiva e del rapporto tra sport e politica

Trentacinque secondi ancora copertina

Trentacinque secondi ancora è il secondo libro di Lorenzo Iervolino, in cui l'autore di Ostia racconta la storia dei velocisti neri Tommie Smith e John Carlos.

Dopo l'epopea di Socrates, raccontata in Un giorno triste così felice, la penna di Iervolino torna a occuparsi di una storia in cui sport e politica si legano a doppio filo.

Su Ultima Pagina ho intervistato l'autore per parlare del suo nuovo libro e capire qual è lo stato di salute della narrativa sportiva in Italia.

Dopo quella di Sócrates torni a raccontare un’altra storia dove i confini tra sport e politica si confondono e si intrecciano tra loro. Come mai questa scelta?

Mi sono fatto la stessa domanda. Dopo l’uscita di Un giorno triste così felice non avrei voluto ritornare sul tema. Il rischio era di ghettizzarmi nella narrativa sportiva, di fare di quel tema la mia missione.Eppure, dopo quel libro, mi era rimasto qualcosa appiccicato addosso. Mi sono accorto di non aver esaurito tutto quello che avrei potuto dire sugli intrecci tra sport e politica. E poi mi ero accorto, portando il libro in giro, che quel tipo di storia aveva un fascino e un potere su ragazzi anche molto giovani e non lettori. Questa consapevolezza mi ha dato una grande spinta, ho pensato che sarebbe stato bello poter raccontare loro un’altra storia di quel genere.